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Credo che chi va per la prima volta in Perù si senta quasi obbligato a visitare Machu Picchu, uno dei siti archeologici più importanti e conosciuti al mondo, oltre che il luogo in
assoluto più visitato delle Americhe (almeno così dicono…).
Machu Picchu, la mitica cittadella simbolo ed emblema della breve ma intensa civiltà degli Inca, luogo di culto e di scienza, dove, fra le altre, si studiavano l’astronomia, l’agronomia e l’idraulica, tutte indispensabili per un florido sviluppo di quelle popolazioni.
Per raggiungere Machu Picchu si parte da Cuzco e da qui si hanno diverse possibilità: si può arrivare in treno fino alla località di Aguas Calientes e da lì il giorno dopo con una breve camminata di 8 km fino in cima; oppure optare per l’”Inka Trail”, il più famoso trekking di tutto il Sud America, che dura 4 giorni e si snoda su e giù per tortuosi passi di montagna sulla traccia di una parte di un antico sentiero Inca che collegava la costa Pacifica fino alla selva, di cui il Machu Picchu era entrata e avamposto.
Anticamente i bordi del sentiero (spesso percorso per portare a termine veri e propri pellegrinaggi) erano costellati di santuari dedicati al dio Sole (Inti), alla Luna, al Wiraqucha (il dio creatore e demiurgo del mondo), oltre che alla trilogia andina formata dal Serpente il Puma e il Condor, rappresentanti in terra della triplicità dell'universo Inca, oltre che alle 3 energia che muovono il mondo: l’intelligenza, la sapienza e la forza.
Ora di questi santuari non rimangono che dei resti, rovinati, più che dal tempo, dai “conquistadores” spagnoli, che, per cancellare i presunti falsi idoli, li hanno saccheggiati delle enormi quantità d’oro o smontati per poi riutilizzare le pietre per le loro nuove costruzioni o ancora distrutto quel che rimaneva a forza di picconi ed enormi martelli, decapitando e sgretolando opere di inestimabile valore storico, culturale e spirituale.
Nella Valle Sacra (Valle Sagrado), vicina a Cuzco, terra fertile e con un clima piacevole, si trovano ancora diverse cittadelle Inca che come un enorme e meraviglioso mosaico si presentano ancora a noi dandoci l'opportunità di conoscere, almeno a brandelli, "la" civiltà ed avvicinarsi ai suoi misteri.
Io a Machu Picchu non sono mai arrivato!!!
Già dal giorno in cui ho messo piede in Perù arrivavano notizie drammatiche dalla zona di Cuzco, dove per la troppa pioggia caduta in poche ore rano avvenuti smottamenti, inondazioni, esondazioni di fiumi provocando gravissimi danni, l’interruzione della linea ferroviaria, il collasso di alcuni ponti e la morte di diverse persone. L’acqua si era portata via alberi, animali, macchine e intere case e ostelli. Chi stava dormendo in tenda è rimasto coperto di terra e di fango e per alcuni non c’è stato scampo.
Dal 26 gennaio non si arriva a Machu Picchu, anche se di per sé il sito non ha subito alcun danno.
Mica stupidi gli Inca: tutte le loro cittadelle erano costruito in posizioni strategiche sicuramente inespugnabili con i mezzi di allora, oltre che essere situate in luoghi meravigliosi.
Sapendo che la situazione era questa ho posticipato di alcuni giorni il mio arrivo a Cuzco, ma me ne sono davvero pentito: anche se sapevo che Machu Picchu non avrei potuto visitarla in questa occasione, il Valle Sagrado merita sicuramente un’attenta e scrupolosa visita e le cittadelle di Pisaq, Sacsayhuamàn e Ollantaytambo sono esempi di straordinaria e avanzata cultura e i siti archeologici di Tambo Machay, Moray, Puca Pucara e Qenco sono di straordinaria bellezza e intensa spiritualità.
Che posso farci???
Solo ritornare quanto prima.....| June 2012 | ||||||||||
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